<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://mikael19091983.spaces.live.com/mmm2008-07-17_13.29/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2fmikael19091983.spaces.live.com%2fcategory%2fFotografia%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>-Mikael Photography -: Fotografia</title><description /><link>http://mikael19091983.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catFotografia</link><language>en-US</language><pubDate>Thu, 24 Apr 2008 14:58:02 GMT</pubDate><lastBuildDate>Thu, 24 Apr 2008 14:58:02 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://mikael19091983.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>2012788359964016418</live:id><live:alias>mikael19091983</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Canon EOS 40D: prime impressioni sul campo</title><link>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!1571.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Premesse&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Dopo aver faticosamente risparmiato per ben due anni e forte di piccole entrate economiche recenti ho sostituito, dopo quasi tre anni, la mia fidata Canon EOS 350D con un modello decisamente superiore, la &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;EOS 40D&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;. Si tratta di una Reflex digitale&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con un sensore CMOS da 10,1 Megapixel effettivi, dotata di alcune innovative caratteristiche tecnologiche che la avvicinano molto più alle ammiraglie di casa Canon piuttosto che le macchine fotografiche più amatoriali come la 400D o la 30D. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Non intendo dilungarmi troppo sulle caratteristiche tecniche di questa macchina, né intendo farne una recensione. Per chi volesse avere questo genere di informazioni, consiglio caldamente di leggersi con attenzione la seguente recensione, dove vengono forniti tutti i dettagli del caso:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;http://www.dpreview.com/reviews/canoneos40d/ &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Io, dal canto mio, ho testato con intensità la macchina fotografica sul campo nel mio recente soggiorno a Vieste, sul Gargano, dove ho potuto farmi un’idea sulle sue effettive prestazioni; sono proprio tali impressioni che intendo condividere con voi, sperando possano essere utili a qualcuno.&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;Il corpo macchina:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;La EOS 40D è una Reflex, ed ha un aspetto del tutto simile a tutte le Reflex, analogiche o digitali, attualmente esistenti. Per uno come me, che viene dalla scuola della 350D, la 40D è un altro pianeta: è più grande, più robusta, più maneggevole. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Tra le sue più belle caratteristiche vi è un meraviglioso LCD da 3’’ che permette una visualizzazione nitida e precisa sia del menù sia delle foto scattate. Purtroppo ho notato una sua vertiginosa tendenza a sporcarsi e presto comprerò una protezione per evitare che si graffi. Il viewfinder è abbastanza luminoso (anni luce più luminoso di quello della 350D), ed è intercambiabile con ben tre modelli diversi (standard, standard con griglia, di precisione). &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;La macchina non è indistruttibile come le ammiraglie di casa Canon, ma è parzialmente impermeabile ed è dotata di un sistema di pulizia del sensore ad ultrasuoni che si attiva ad ogni accensione e spegnimento. Ho usato la macchina con pioggia, vento e persino sulla sabbia; ho, ovviamente, usato delle accortezze per evitarle stress inutili, ma devo dire che si è comportata benissimo e fino ad ora non mi ha dato problemi di polvere di alcun tipo.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Ovviamente la macchina pesa di più della 350D (822 g vs. 540 g con batteria inclusa) ma questo non risulta uno svantaggio particolare.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;I tasti, il joystick e le due ghiere sono disposti in modo accurato, ci si abitua ben presto al loro utilizzo, anche se alcune funzioni di controllo non sono proprio immediatamente accessibili, a volte ci devo pensare un po’ per ricordarmi come e cosa fare (suppongo sia questione di abitudine). L’unica cosa che continuo a trovare un po’ scomodo è il pulsante di accensione, ma neanche questo mi sembra un handicap considerevole. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;L’illuminazione, di un orrido color arancio, non mi pare adeguata al resto del corpo macchina. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Il design della macchina è essenziale ed elegante, leggermente bombato in alcuni punti e spigoloso in altri. La parte della macchina che si impugna con la destra è rivestita di un buon materiale antiscivolo. Le connessioni per l’USB e per gli altri cavi sono ben protette. La ghiera di selezione delle modalità di scatto è a sinistra invece che a destra, come per la 350D, e comprende 7 modalità “basic” (da me mai testate) e 8 modalità “creative” (tutte da me testate, eccetto la modalità A–DEP che ho sempre ritenuto inutile). &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;Primissime impressioni: &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Appena acquistata la macchina ho subito fatto svariate prove per testare le sue potenzialità. Le prime foto che ho fatto sono stati dei ritratti ad i miei amici mentre giocavamo a Risiko, ed ho utilizzato come lenti il Sigma 12–24 ed il Canon 50 f 1.4. La prima cosa che ho verificato, in quell’occasione, è stata l’estrema potenzialità dell’autofocus, soprattutto con il 50mm. La 40D ha nove punti di messa a fuoco, ma quello centrale è il migliore ed è ancora più potente e funzionante con lenti che hanno diaframmi minimi di 2.8 o minori. Il flash, sia quello esterno che quello pop–up della macchina, si comportano benissimo anche quando usati completamente in manuale. La velocità di scatto è impressionante, soprattutto se si scatta in jpeg. L’otturatore fa un rumore molto gradevole; la successiva revisione delle foto è ottimale. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Ottima la resa agli alti ISO, davvero notevole. La macchina ha una gamma ISO da 100 a 1600, ad intervalli di 1/3 di stop, con la pregevole possibilità di estendere gli ISO a 3200 nella modalità H. La riduzione del rumore per scatti con tempi lunghi è eccellente, rende il rumore piacevolmente simile a grana. Ad ogni modo, per quanto ho visto personalmente, da 1000 ISO in su il rumore si nota, ma è davvero contenuto anche a 3200. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;La scheda di memoria che utilizzo come principale è una Sandisk III 4GB;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;se tengo selezionato come tipo di file i RAW, allora posso scattare poco meno di 300 foto. Questa macchina produce file notevoli, soprattutto per il fatto che il suo processore d’immagine DIGIC–III ha un convertitore da analogico a digitale a 14 bit, ed i file RAW risultanti hanno un peso medio di 12,0 MB, mentre i jpeg alla massima qualità si attestano sui 3,5 MB. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Il software in dotazione della macchina, come ho presto verificato, è insufficiente, quantomeno per i miei personali usi. Il convertitore RAW ha funzionalità limitate, ed io personalmente utilizzo – sfruttando così appieno le potenzialità della macchina – Adobe Lightroom. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;Sul campo:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Veniamo, ora, alle applicazioni sul campo. Per chi un po’ mi conosce come fotografo, saprà che non ho un “genere” preferenziale, ma che mi piace spaziare molto, anche se indubbiamente la maggior parte del mio portfolio comprende paesaggi e ritratti. Ho una spiccata predilezione per il bianco e nero, ragion per cui possiedo un buon kit d filtri Cokin. Sapevo che a Vieste avrei trovato spiagge desolate, scogliere spazzate dalle onde, foreste parzialmente innevate; quello che cercavo! Da molto, infatti, volevo cimentarmi in quella che si potrebbe chiamare “slow speed photography”, ossia una fotografia incentrata sul cogliere il dinamismo del paesaggio anche in piena luce mediante l’impiego di tempi di posa molto lunghi. Ho ottenuto dei buoni risultati utilizzando sia il filtro infrarosso che un’abbinata abbastanza particolare di due filtri neutri ND8 più il polarizzatore. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Usando l’infrarosso ho anche apprezzato che la 40D, così come la 350D, ha una buona sensibilità a queste particolari lunghezze d’onda, ma come nel caso della 350D se non si presta attenzione alle luci parassite e alla perfetta pulizia del filtro e della lente si rischia di imbattersi in fastidiosi flare violacei ed artifici vari. I tempi di posa, però, sono i più lunghi possibili e le immagini (per me rigorosamente da convertire in bianco e nero) sono di grande impatto. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;L’uso combinato del pola più i due neutri garantisce tempi sufficientemente lunghi (specialmente in tempestose giornate invernali). Le immagini che si ottengono hanno dei colori un po’ sfalsati, vagamente surreali , con molte tonalità virate al viola, al rosso, o a colori acidi vicini al verde mare. La conversione in b/n rende anche in questo caso davvero benissimo.&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;In entrambi i casi, la macchina a 100 ISO, sul cavalletto, scatto remoto e blocco dello specchio ha garantito risultati ottimali, anche su pose di 1 min ed oltre, e la riduzione del rumore interna ha reso superflua ogni mia postproduzione volta alla riduzione del rumore. È stata necessaria, invece, molta produzione riguardo la nitidezza, ma questo fattore è dovuto al 12–24 Sigma che è una lente molto morbida, specialmente con l’infrarosso, e poco ha a che fare con la 40D.&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Live View:&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Molti fotografi, più o meno seri, sono stati affascinati da questa innovazione presente sulla 40D, la modalità &lt;i style=""&gt;live view&lt;/i&gt;. In pratica si tratta di un meccanismo che rende questa macchina vagamente (sottolineo: &lt;u&gt;vagamente&lt;/u&gt;) simile alle compatte: lo specchio si solleva, e l’immagine viene riprodotta sullo schermo LCD in presa diretta mediante il sensore (che tende a scaldarsi molto presto). Ovviamente – per la stessa natura della messa a fuoco con una Reflex – l’autofocus non è possibile in questa modalità, ed è quindi necessario o mettere a fuoco in manuale o premere un pulsante &lt;i style=""&gt;ad hoc&lt;/i&gt; che riabbassa lo specchio, mette a fuoco sul punto AF preselezionato e ritorna rapidamente al live view. Quali, dunque, i vantaggi di tale modalità? Beh, io personalmente direi che sono notevoli, soprattutto per un certo tipo di fotografia.&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Prima di tutto è possibile attivare la visualizzazione di una classica griglia nella modalità live view che consente una composizione ottimale nella fotografia di paesaggio ed un controllo accurato delle linee orizzontali e verticali, rendendo accessorio l’uso di varie livelle e bolle di controllo. Poi, quando si deve mettere a fuoco un qualche dettaglio, ad esempio nella fotografia macro con o senza i tubi di prolunga, allora questa macchina diviene una meraviglia. In live view è, infatti, possibile “zoomare” su alcuni punti del fotogramma e controllare, in un modo prima impensabile, la precisione della messa a fuoco in manuale. Onestamente, direi che non è poco!&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Il live view è a mio avviso un accessorio utilissimo se usato con moderazione ed intelligenza (consuma batteria, anche se non la prosciuga). Alcuni – a quanto ho letto sulla rete – lo ritengono un fronzolo un po’ inutile; io, invece, lo reputo uno strumento di grande utilità che sfrutterò sicuramente al massimo per il futuro. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;Personalizzazione: &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Come le ammiraglie della serie EOS, la 40D è personalizzabile in modo spettacolare!&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Sono presenti ben 24 funzioni avanzate, alcune delle quali utilissime ed innovative. Inoltre sulla ghiera sono presenti tre modalità, C1, C2 e C3, che corrispondono a delle modalità di scatto totalmente personalizzabili per richiamare in un solo movimento tutte le funzioni che sono utili per una data situazione di scatto. Io, ad esempio, ho una modalità per i paesaggi in cui ho attivato il sollevamento dello specchio, ISO 100, priorità di diaframmi, live view con alcune funzioni. Sulla modalità C2 ho attivato alcune funzioni utili alle macro e sulla modalità C3 impostazioni per fotografie ad alta velocità, per animali fuggevoli, sport, bambini o altro. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Molto comodi sono anche i “picture style”, ossia delle regolazioni personalizzabili di contrasto, saturazione etc., richiamabili mediante un tasto ed editabili su pc, che però trovo più indovinati solo quando si scatta in jpeg, mentre li reputo vagamente superflui se si scatta in RAW. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Comodo, anche se non ancora da me sperimentato, è il sistema di personalizzazione del menù, che permette di stravolgerlo a proprio piacimento a seconda delle proprie necessità. &lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;Conclusioni: &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font face=Calibri color="#000000" size=4&gt;Probabilmente con il tempo e l’utilizzo avrò modo di apprezzare in modo più approfondito i vantaggi e gli svantaggi di questa macchina fotografica. Per adesso, mi dico estremamente soddisfatto del mio investimento economico che mi ha fatto prediligere questo corpo alla più blasonata 5D, che però vedevo ormai troppo “vecchia” e forse mal adatta alle mie applicazioni fotografiche. La 40D è una macchina meravigliosa, a mio avviso dall’eccezionale rapporto qualità/prezzo, con immagini eccellenti e superbe qualità innovative e capacità di personalizzazione.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;I suoi difetti apparenti sono pochi; personalmente trovo scomodo il pulsante di accensione ed il controllo di alcune funzionalità mediante i pulsanti posti sulla parte alta, a destra.&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;u&gt;Pro&lt;/u&gt;:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Rapporto qualità/prezzo.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Costruzione solida.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Schermo LCD da 3’’.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Rumore contenuto a tutti gli ISO, eccellente sistema interno di riduzione del rumore.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Velocità di scatto impressionante, quasi surreale in jpeg.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Modalità live view molto utile in determinate situazioni.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Personalizzazione molto avanzata.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt;text-indent:7.1pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face=Calibri&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Contro&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Pulsante di accensione a mio avviso scomodo.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Forse revisionabile il sistema di pulsanti di controllo.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 0pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Retroilluminazione non totalmente adeguata.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-justify:inter-ideograph;margin:0cm 0cm 10pt 43.1pt;text-indent:-18pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;span style="font-family:Symbol"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style="font:7pt 'Times New Roman'"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font face=Calibri&gt;Lo schermo tende a sporcarsi o, peggio, graffiarsi. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=2012788359964016418&amp;page=RSS%3a+Canon+EOS+40D%3a+prime+impressioni+sul+campo&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=mikael19091983.spaces.live.com&amp;amp;GT1=mikael19091983"&gt;</description><comments>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!1571.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!1571.entry</guid><pubDate>Tue, 08 Jan 2008 16:24:16 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://mikael19091983.spaces.live.com/blog/cns!1BEEDC5963B23F22!1571/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!1571.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-08T16:24:16Z</dcterms:modified></item><item><title>Lezioni semiserie di fotografia/2</title><link>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!581.entry</link><description>&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Esposizione&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Da
buono ex studente di un liceo classico, è facile fare l’etimologia della parola
fotografia, anche se la sua traduzione è patrimonio comune: “&lt;i style=""&gt;scrivere con la luce&lt;/i&gt;”. Il controllo
della luce viene effettuato dalle macchine fotografiche attraverso questi tre
fattori combinati tra loro:

&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;b style=""&gt;otturatore↔diaframma↔sensibilità ISO&lt;/b&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Tutte
le macchine, dalle analogiche a pellicola più becere fino alle super macchine
da svariati migliaia di euro funzionano in questo modo. La quantità e la
qualità della luce con cui impressioniamo il fotogramma determina l’&lt;b style=""&gt;esposizione&lt;/b&gt;. Esporre correttamente vuol
dire impressionare il fotogramma con la “giusta” quantità di luce affinché vi
sia un sostanziale equilibrio tra luci ed ombre così che la foto non appaia né
“bruciata” né “scura”. La possibilità di controllo dei tre parametri di cui
sopra da parte di alcune macchine determina il motivo per cui certe foto che ai
più sembrano impossibili sono invece alla portata delle Reflex. I più di noi,
infatti, con le compatte basilari restano sempre delusi quando provano a fare
fotografie di notte o in ambienti bui oppure controluce. Ma in pratica come
avviene il controllo dell’esposizione?

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Per
far capire come i tre parametri interagiscano tra loro sono stati utilizzati
molti esempi, il più classico ed efficace dei quali è quello del bicchiere che
viene riempito sotto ad una fontana: se si apre poco il rubinetto, per
riempirsi il bicchiere impiegherà più tempo; se lo si apre molto, il bicchiere
si riempirà rapidamente. Ebbene, a parità di sensibilità ISO, l’apertura del
rubinetto è analoga all’apertura del diaframma mentre il tempo per riempire il
bicchiere è analogo alla velocità dell’otturatore. 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Vediamo
quali sono le caratteristiche di questi singoli elementi:

&lt;ul&gt;&lt;li&gt; &lt;b style=""&gt;Sensibilità ISO: &lt;/b&gt;Esprime quanto una pellicola o un sensore
     siano sensibili alla luce. Una pellicola a bassa sensibilità è ideale per
     le scene luminose e garantisce molti dettagli; una sensibilità elevata
     garantisce buone fotografie anche con poca luce o con soggetti
     particolarmente veloci, a discapito di un aumento della grana o del rumore
     digitale. &lt;/ul&gt;



&lt;p align=center&gt;&lt;b style=""&gt;50&lt;span style=""&gt; 
&lt;/span&gt;100&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;200&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;400&lt;span style=""&gt; 
&lt;/span&gt;800&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;1600&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;3200&lt;/b&gt;

&lt;p align=center&gt;+luce…………………………–luce

&lt;ul style=""&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Diaframma: &lt;/b&gt;Esprime quanto il diaframma di un obiettivo è
     aperto (espresso in frazioni dello stesso rispetto alla lunghezza focale).
     Un diaframma più aperto è più luminoso ma garantisce una minore &lt;b style=""&gt;profondità di campo&lt;/b&gt; (le zone a
     fuoco delle foto, davanti e dietro il soggetto principale, saranno di
     meno) mentre un diaframma più chiuso è adatto per le scene luminose o là
     dove si vuole grande profondità di campo (le parti a fuoco saranno di
     più). Gli obiettivi di fascia media offrono di solito il meglio attorno a
     f/8. Ricordo, inoltre, che gli obiettivi a lunghezza focale maggiore
     offrono profondità di campo molto più ridotte rispetto ai grandangoli (il
     che non è sempre uno svantaggio, perché una ridotta p.d.c. offre piacevoli
     effetti di sfuocato alle spalle del soggetto, come, ad esempio, un fiore).
     Riporto qui degli esempi distanziati di due stop: &lt;/ul&gt;

&lt;p align=center&gt;&lt;b style=""&gt;f/1&lt;span style=""&gt;   
&lt;/span&gt;f/2&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;f/4&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;f/8&lt;span style=""&gt;   
&lt;/span&gt;f/16&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;f/32&lt;/b&gt;

&lt;p align=center&gt;+luce…………………………–luce

&lt;ul style=""&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Otturatore&lt;/b&gt;: L’otturatore può stare aperto per diversi minuti o
     per frazioni di secondo: più tempo è aperto più la luce entrerà (di solito
     le Reflex oltre i 30’’ di scatto hanno la posa B, ossia restano aperti a
     piacere fin quando non si decide di chiudere l’otturatore). L’unità di
     misura è il secondo: qui riporto degli esempi distanziati di due stop:&lt;/ul&gt;

&lt;p align=center&gt;&lt;b style=""&gt;1’’&lt;span style=""&gt; 
&lt;/span&gt;¼’’&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;1/16’’&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;1/60’’&lt;span style=""&gt; 
&lt;/span&gt;1/250’’&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;1/1000’’&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;1/4000’’&lt;/b&gt;





&lt;div style="text-align:center"&gt;+luce…………………………..……………–luce&lt;br&gt;&lt;br&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Come
combinare questi elementi per ottenere la &lt;b style=""&gt;giusta
esposizione&lt;/b&gt;? Le Reflex (ma non solo, anche molte compatte soprattutto le
digitali più avanzate) sono dotate di un importante mezzo di calcolo delle
quantità di luce chiamato &lt;b style=""&gt;esposimetro&lt;/b&gt;:
senza dilungarmi troppo su come funziona l’esposimetro (ne esistono di più tipi
anche all’interno della stessa macchina che effettuano letture fotometriche
diverse, oltre all’uso più serio di esposimetri esterni a luce incidente e/o
riflessa), questo potente mezzo ci fornisce informazioni sulla quantità di luce
disponibile e ci suggerisce quale coppia di tempo/diaframma usare a partire
dalla sensibilità ISO impostata. Per un luminoso panorama, ad esempio, ci
suggerirà a 100 ISO f/11 e 1/250’’; per una foto al chiaro di luna ci
suggerirà, alzando gli ISO a 400, f/4 e Posa B, per una foto ad&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;un uccello in piena luce ci suggerirà, a 200
ISO, f/8 e 1/2000’’. Ovviamente è possibile variare questi parametri ed
ottenere esposizioni equivalenti. Ad esempio, per quanto riguarda il nostro
primo esempio, coppie tempo/diaframma equipollenti saranno f/5.6 a 1/1000’’ oppure
f/22 a 1/60’’. Che cosa cambia? Cambia che, per la seconda coppia fornita, la
profondità di campo sarà ridotta ma eventuali oggetti in movimento saranno bloccati
dal breve tempo di scatto, mentre nella terza coppia la profondità di campo
aumenterà a scapito di un tempo di scatto più lungo che potrebbe, ad esempio,
var apparire leggermente mosso un soggetto in primo piano come una persona che
cammina. 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Indovinare
la giusta coppia tempo diaframma non è la cosa più immediata, e solo
l’esperienza può aiutare. Il controllo della profondità di campo è
fondamentale, così come lo è la scelta della giusta velocità. Le Reflex
possiedono dei programmi automatici che impostano da sé le coppie, altri
programmi che danno la possibilità al fotografo di scegliere uno dei due
parametri lasciando alla macchina la gestione dell’altro e, infine, un
programma manuale che lascia scegliere al fotografo entrambi i parametri. 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Col
tempo, l’esperienza insegna a regolarsi anche in base alla &lt;i style=""&gt;qualità&lt;/i&gt; della luce, e non solo alla sua &lt;i style=""&gt;quantità&lt;/i&gt;. Anche l’obiettivo che si usa, poi, ha una sua importanza:
aumentando la lunghezza focale, infatti, diviene più facile ottenere foto mosse
proprio perché l’obiettivo stesso tende a vibrare e diviene quindi obbligatorio
l’uso di un solido treppiede o un monopiede (questa è la ragione per cui
obiettivi a lunghezza focale lunga dotati di diaframma ampio e/o stabilizzatore
d’immagine costano molto, in quanto garantiscano tempi di scatto brevi,
fondamentali se si stanno fotografando eventi sportivi o animali selvaggi); con
un grandangolo, invece, si può scattare a mano libera con tempi anche di un
1/15’’ senza far venire un mosso rilevante.

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Infine,
non sempre quella che appare come la giusta esposizione è quella &lt;i style=""&gt;giusta&lt;/i&gt;. Bisogna scegliere con attenzione
in base a quale zona dell’inquadratura regoliamo la nostra coppia, perché si
rischia di far venire delle ombre o delle alte luci laddove non ce li si
aspetterebbe. Inoltre molte immagini, se anche ben esposte, possono risultare
piatte: a volte effetti particolari, drammatici o spettacolari si possono
ottenere attraverso sovraesposizioni o sottoesposizioni volontarie. Insomma,
come sempre, è tutto un mondo da esplorare e sperimentare… 

&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman'"&gt; &lt;/span&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=2012788359964016418&amp;page=RSS%3a+Lezioni+semiserie+di+fotografia%2f2&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=mikael19091983.spaces.live.com&amp;amp;GT1=mikael19091983"&gt;</description><comments>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!581.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!581.entry</guid><pubDate>Sun, 22 Oct 2006 13:32:22 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://mikael19091983.spaces.live.com/blog/cns!1BEEDC5963B23F22!581/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!581.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-10-22T13:34:14Z</dcterms:modified></item><item><title>Lezioni semiserie di fotografia/1</title><link>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!575.entry</link><description>&lt;p style="text-align:justify"&gt;La
mia passione sempre più crescente per il meraviglioso mondo della fotografia
digitale mi sta concedendo di addentrarmi in un universo spettacolare e dalle
sconfinate possibilità espressive. Posso dire, senza sbagliarmi, di starmi
avventurando in quest’arte più di qualsiasi altra forma d’espressività che ho
mai esplorato (soprattutto scrittura e musica), e spero, col tempo, di
raggiungere risultati sempre migliori. 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Come
qualsiasi altra forma d’arte, la fotografia ha delle regole tecniche che – pur
non essendo vincolanti – non possono essere totalmente ignorate; soltanto
qualche maledetto genio può permettersi di schiacciare tutte le leggi o
ignorarle del tutto. Non rientrando io nella categoria dei geni pazzoidi, ecco
che accanto alla creatività e alla sensibilità – assolutamente basilari e
fondamentali per fare qualcosa che sia “arte” e non solo fredda immagine –
affianco sempre più delle conoscenze tecniche, sia di base sia, col tempo, più
avanzate.

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Ho
deciso di scrivere alcune pagine sul mio blog per spiegare a chi “non è del
mestiere” alcune di queste regole di base, in particolare per quanto riguarda
la fotografia reflex digitale nella quale mi sto specializzando. Lo faccio
perché trovo queste possibilità estremamente stimolanti, ma molti – non avendo
neppure le conoscenze minime – si spaventano di fronte ad un fotografia che
vada di là dal semplice “punta e clicca”. Dato per assunto che non sono un
grande maestro e né – forse – mai lo diverrò, mi limiterò a spiegare alcuni
piccoli concetti, molti dei quali applicabili anche a fotocamere compatte come
quelle che tutti noi possediamo; la mia speranza è di spronare qualcuno a
migliorarsi, a sperimentare, ad espandere i propri orizzonti in un universo che
non ha limiti e che – mai come oggi – è alla portata di tutti (portafogli
compresi). 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Seguirò
le linee guida di un buon manuale che consiglio di acquistare a chiunque sia
interessato: “&lt;i style=""&gt;Il Nuovo Manuale del
Fotografo&lt;/i&gt;” di John Hedgecoe edito da Mondatori, prezzo 35€. Si noterà che
parlo quasi sempre delle macchine &lt;b style=""&gt;Canon&lt;/b&gt;
perché è la marca che possiedo, ma altrettanto valida (da molti ritenuta
superiore) è la &lt;b style=""&gt;Nikon&lt;/b&gt;, senza
dimenticarci della Konica–Minolta per le analogiche (ma oggi anche per le
reflex) ed anche altre marche quali Sigma, Leica, Sony, Olympus ed altre. 

&lt;p style="text-align:justify"&gt; 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Fotocamere&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Il
primo oggetto che indubbiamente va preso in esame è senz’altro la &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;fotocamera&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;,
il corpo centrale della fotografia. Capire, anche minimamente, come funziona
una macchina fotografica (di qualsiasi tipo) è basilare per poter pensare di
fare fotografie “vere”. La fotocamera è il mezzo che, sfruttando la luce,
permette di creare immagini della realtà che ci circonda. La luce,
attraversando i vari elementi della fotocamera, finisce per impressionare il
sensore della macchina fotografica (o la pellicola, per le analogiche) lungo un
percorso che possiamo esemplificare così:

&lt;ol style="" start=1&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;La luce compie i suoi primi
     passi attraverso un &lt;b style=""&gt;obiettivo&lt;/b&gt;,
     che è di base per qualsiasi fotocamera. &lt;li style="text-align:justify"&gt;L’obiettivo, alle spalle
     delle lenti frontali, è dotato di un &lt;b style=""&gt;diaframma&lt;/b&gt;
     che, in maniera del tutto analoga all’iride dell’occhio umano, potendo
     aprirsi o chiudersi regola la quantità di luce che penetra nell’obiettivo.
     &lt;li style="text-align:justify"&gt;A guardia del sensore o
     della pellicola vi è poi un &lt;b style=""&gt;otturatore&lt;/b&gt;,
     che si apre per tempi più o meno lunghi lasciando che la luce impressioni
     il suddetto sensore. &lt;li style="text-align:justify"&gt;Sul &lt;b style=""&gt;piano focale&lt;/b&gt; è situato il sensore o la pellicola che, in
     funzione della sensibilità alla luce, vengono impressionati e registrano
     l’immagine.&lt;/ol&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Tutte
le macchine fotografiche, partendo da quelle dei cellulari fino ai costosi
banchi ottici da svariate migliaia di euro, funzionano pressappoco su questi
principi. In che cosa si differenziano, quindi, i diversi tipi di macchina
fotografica presenti sul mercato? 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Per
quanto riguarda le digitali sostanzialmente i punti su cui riflettere sono i
seguenti: 

&lt;ul style=""&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Risoluzione: &lt;/b&gt;Più un’immagine può essere ingrandita senza
     perdere di dettaglio più è grande la risoluzione della macchina
     fotografica. A seconda degli usi che si fa delle proprie fotografie la
     risoluzione è più o meno importante. Se si devono stampare dei grandi
     cartelloni si ha necessità di una grandissima risoluzione; per foto di
     ingrandimento più piccolo, anche nell’ordine di 50x70cm o oltre, una
     macchina da 6.1mp può essere sufficiente. &lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Praticità: &lt;/b&gt;Chiunque mi abbia mai visto scattare delle foto sa
     che non sempre la fotografia reflex può essere molto comoda; a volte
     bisogna montare cavalletti, cambiare obiettivi e adottare decine di altri
     diabolici accorgimenti mentre, con una bella compatta da 250€, possiamo
     scattare foto più che buone semplicemente inquadrando e scattando. Se
     dalla fotografia non cerchiamo altro che la memorizzazione di immagini, le
     fotocamere compatte sono una soluzione pratica ed immediata; se da
     un’immagine cerchiamo altro, allora bisogna rassegnarsi ad &lt;i style=""&gt;altre&lt;/i&gt; soluzioni…&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Possibilità creative: &lt;/b&gt;Quali e quanti controlli posso
     effettuare sullo scatto? Più una macchina mi offre possibilità di
     controllarla in ogni sua parte più aumentano le capacità creative che il
     fotografo può riversare nella fotografia, a scapito, ovviamente, di una
     minor praticità “immediata”. &lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Costo: &lt;/b&gt;Ahimé, questo può essere un punto dolente. Se si ha
     amore per la fotografia, si può facilmente finire in bancarotta.
     Altrettanto, però, con un po’ di accortezza, si può comprare una macchina
     fotografica eccellente spendendo una cifra che sia giusta in paragone
     all’uso che si farà. Il costo delle macchine dipende da molti fattori, in
     cui la risoluzione può non essere troppo rilevante. Esistono, infatti,
     compatte digitali che costano quasi più della mia reflex, così come
     esistono reflex che costano più di molti medi formati. Si può parlare di
     prezzi e cominciare a farsi un’idea quando si ha capito che cosa
     esattamente si vuole dalla fotografia. Spesso spendere poco può rivelarsi
     un cattivo investimento; spendere giusto può essere qualcosa che cambia il
     tuo modo di vedere le foto; spendere troppo può essere uno spreco. &lt;/ul&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt; 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Quali
sono e in che cosa si differenziano i tipi di macchine fotografiche più diffuse?

&lt;ul style=""&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Compatte basilari: &lt;/b&gt;Sono macchine dalla risoluzione bassa o
     media, molto pratiche, spesso economiche ma che si adattano solo al tipico
     (ed un po’ bistrattato) fotografo della domenica che vuole riprendere la
     sua ragazza al sole o i bimbi che rincorrono una palla. Le possibilità
     creative offerte sono pressoché nulle, e la qualità costruttiva è spesso
     di qualità non eccelsa. Inoltre queste macchine (ma spesso anche quelle
     più avanzate) presentano un difetto di parallasse piuttosto evidente
     quando si inquadrano oggetti vicini, e ciò è dovuto al fatto che quello
     che si inquadra con l’occhio o col monitor LCD non è effettivamente ciò
     che è inquadrato dall’obiettivo. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Compatte prosumer: &lt;/b&gt;Sono macchine a media risoluzione, spesso
     dotate di zoom abbastanza potenti, pratiche e dai costi contenuti. Alcune
     sono in grado di offrire dei minimi controlli al fotografo che possono
     espandere le possibilità creative. Altre ancora sono “camuffate” da Reflex
     pur non avendo obiettivi intercambiabili Questo è un campo in cui cercare
     se si vogliono trovare dei buoni compromessi tra buone fotografie e prezzi
     contenuti. &lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Single Lens Reflex&lt;/b&gt; &lt;b style=""&gt;basilari&lt;/b&gt;:
     A questa categoria appartiene la macchina che possiedo (&lt;a href="http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Cameras/Digital_SLR/EOS_350D/index.asp?ComponentID=270585&amp;amp;SourcePageID=164046#1"&gt;Canon
     350D&lt;/a&gt;). Si tratta di macchine a risoluzione media o medio/alta, dotate
     di obiettivi intercambiabili, di una vastissima gamma di accessori e di
     controlli creativi molto avanzati. I prezzi per questa fascia, se anche
     possono sembrare forti, in realtà sono molto contenuti: al giorno d’oggi
     la &lt;a href="http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Cameras/Digital_SLR/EOS_350D/index.asp?ComponentID=270585&amp;amp;SourcePageID=164046#1"&gt;Canon
     400D&lt;/a&gt;, un’ottima Reflex digitale, costa circa 750€ e, fidatevi, non è
     troppo per una macchina del genere. Le Reflex, inoltre, funzionano con uno
     specchio (da cui il nome) che riflette nel mirino ciò che sta venendo
     inquadrato dall’obiettivo: questa è la ragione sia del fatto che non sia
     possibile avere un’anteprima sull’LCD di ciò che vediamo sia del fatto
     che, quando la macchina scatta, il mirino appare nero (lo specchio si
     solleva in quel momento). &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Single Lens Reflex professionali: &lt;/b&gt;Macchine a risoluzione
     medio/alta, obiettivi intercambiabili, un’enormità di accessori per tutti
     gli scopi e potenti possibilità creative. Esistono fasce di prezzo molto
     varie a seconda di quanto professionale sia l’uso che si fa della
     macchina: si parte, per le Canon, dalla &lt;a href="http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Cameras/Digital_SLR/EOS_350D/index.asp?ComponentID=270585&amp;amp;SourcePageID=164046#1"&gt;30D&lt;/a&gt;
     che può essere trovata a 1000€ fino alla &lt;a href="http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Cameras/Digital_SLR/EOS_350D/index.asp?ComponentID=270585&amp;amp;SourcePageID=164046#1"&gt;1Ds
     Mark II&lt;/a&gt; che costa poco meno di 8000€. Sono macchine adattate a chi è
     molto avanti nella fotografia. &lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Medio formato&lt;/b&gt;: Macchine ad alta risoluzione con obiettivi intercambiabili.
     Sono meno versatili e meno pratiche delle SLR tradizionali, e di solito
     esistono solo analogiche. Hanno nei loro vantaggi una risoluzione molto
     più ampia pur non perdendo le grandi capacità creative di un SLR. Adatte
     ad un pubblico solo professionale, le digitali di questa categoria hanno
     prezzi davvero proibitivi.&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Grande formato&lt;/b&gt;: Imponenti e massicci banchi ottici analogici e
     – molto raramente – digitali, capaci di grandissime risoluzioni a
     discapito di una praticità molto scarsa. I controlli sono totalmente
     manuali e le possibilità creative sono enormi, soprattutto per gli oggetti
     statici. Fondamentali per le immagini pubblicitarie, queste grosse
     fotocamere (praticamente ignote al grande pubblico) trovano utilizzo quasi
     esclusivamente nei grossi studi fotografici. &lt;/ul&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt; 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Obiettivi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Tra
tutti gli smisurati accessori che si possono affiancare al sistema SLR
sicuramente quello più importante è l’&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;obiettivo&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Ne esistono di
svariate fattezze ed i loro impieghi possono essere molteplici, e nel loro
utilizzo consiste il cuore e l’anima delle grandi potenzialità della fotografia
reflex. Quali sono le caratteristiche base di tutti gli obiettivi e da che cosa
si contraddistingue un obiettivo dozzinale da uno di altissima qualità?

&lt;ul style=""&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Lunghezza focale: L&lt;/b&gt;a lunghezza focale di un obiettivo è la
     distanza (espressa in mm) tra il punto nodale dell’obiettivo (rozzamente
     si può dire la lente frontale, ma non è corretto) ed il piano focale
     (rozzamente, il sensore o la pellicola), tutto ciò quando la messa a fuoco
     dell’obiettivo è impostata sull’infinito. La lunghezza focale è fortemente
     influenzata dalle dimensioni della pellicola o del sensore, e difatti un
     obiettivo da 70mm può fungere sia da teleobiettivo sia da grandangolare a
     seconda del tipo di macchina su cui viene usata. Ad ogni modo, limitiamoci
     ad analizzare le caratteristiche degli obiettivi per le reflex a pellicola
     classiche, le care vecchie 35mm, a cui le digitali sono analoghe (anche
     se, spesso, dotate di sensori che amplificano abbastanza la lunghezza
     focale di un fattore compreso tra gli 1.2x e gli 1.6x). Le lunghezze
     focali vanno da 8mm fino a 1200mm: più piccola è la lunghezza focale
     maggiore sarà l’angolo di campo che l’obiettivo copre (un obiettivo da 8mm
     può coprire 180°, un 1200mm copre poco più di 1°). Gli obiettivi possono
     essere a &lt;u&gt;focale fissa&lt;/u&gt; oppure &lt;u&gt;zoom&lt;/u&gt; (capaci di variare
     lunghezza focale nello stesso obiettivo). &lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Apertura massima del diaframma: &lt;/b&gt;Il diaframma, come già detto,
     regola la quantità di luce che entra nell’obiettivo. Più questo diaframma
     può essere aperto, più luce entra. I diaframmi si esprimono in frazioni
     della lunghezza focale: ciò vuol dire che un obiettivo da 50mm che ha un
     diaframma di diametro 50mm è un f/1. I diaframmi vanno solitamente da f/1
     a f/64, e la scelta del giusto diaframma si rivela fondamentale. Ad ogni
     modo, la massima apertura del diaframma è quasi sempre indice di qualità.
     Obiettivi che presentano aperture massime di f/5.6 o f/8 di solito non
     sono il top della gamma, mentre ad esempio un teleobiettivo da 300mm che
     ha un’apertura massima di f/2.8 è di livello qualitativo molto elevato.
     Solitamente gli obiettivi a focale fissa hanno aperture più ampie e sono
     più “veloci” (più luce entra più l’obiettivo può scattare velocemente
     anche con poca luce); gli zoom, soprattutto quelli economici, hanno
     aperture massime poco ampie e spesso incostanti (presentano differenze tra
     le aperture nelle minime e massime focali; ad es. 18–55mm f/3.5–f/5.6).&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;Qualità costruttiva: &lt;/b&gt;Se un obiettivo è fatto tutto di plastica
     o tutto di metallo una differenza ci dovrà pur essere, no? La qualità dei
     materiali e, prima di ogni altra cosa, delle lenti è alla base per la
     qualità degli obiettivi e per le loro prestazioni abbinati alle macchine.
     Queste qualità, che vanno dai dettagli sino alle caratteristiche salienti
     di un ottica, possono far lievitare il prezzo in maniera molto grande,
     anche se a volte è possibile fare degli acquisti ottimi spendendo cifre
     ragionevoli. Tra le migliori ottiche in commercio vie è la linea &lt;b style=""&gt;&lt;span style="color:red"&gt;L &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;di
     Canon che presenta delle lenti in fluorite abbinate ad una qualità
     costruttiva solida ed invidiabile. &lt;/ul&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt; 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Vediamo
ora, in funzione della lunghezza focale, a che cosa servono gli obiettivi
montati su una 35mm:

&lt;ul style=""&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;8mm–20mm: &lt;u&gt;Ultragrandangolari&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;: Si tratta di obiettivi
     che coprono ampli angoli di campo (da 180° a 92°) e che sono ampliamente
     diffusi per la fotografia di paesaggi e di interni. Le lunghezze focali
     più estreme (8–15mm) possono anche essere obiettivi &lt;i style=""&gt;fisheye&lt;/i&gt;, ossia delle lenti volutamente deformate che
     permettono di realizzare delle fotografie particolarissime. Gli zoom in
     questa fascia sono poco diffusi, mentre molto validi sono gli obiettivi a
     focale fissa, luminosi e solidi. In questa fascia d’obiettivi possiedo un &lt;i style=""&gt;Sigma 10–20mm f/4–f/5.6 EX DC HSM&lt;/i&gt;
     (recensione in inglese alla pagina&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/sigma_1020_456/index.htm"&gt;http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/sigma_1020_456/index.htm&lt;/a&gt;)
     .&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;24mm–35mm: &lt;u&gt;Grandangolari: &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Obiettivi molto diffusi,
     coprono ampi spazi (84°–62°) ed hanno impieghi molto vari, dalla
     fotografia di paesaggio fino al ritratto. Spesso alcune lunghezze focali
     grandangolari sono comprese negli zoom “tuttofare”, ma esistono anche
     ottimi grandangoli fissi (molto diffusi i 35mm). In questa categoria di
     obiettivi possiamo far rientrare l’obiettivo che esce in kit con la 350D,
     ossia il &lt;i style=""&gt;Canon 18–55mm f/3.5–f/5.6 II&lt;/i&gt;
     (&lt;a href="http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/canon_1855_3556/index.htm"&gt;http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/canon_1855_3556/index.htm&lt;/a&gt;)
     .&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;40mm–60mm&lt;/b&gt;: &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Standard&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;:
     Questi obiettivi, ed in particolare il 50mm, si dicono standard perché
     coprono all’incirca lo stesso angolo di campo dell’occhio umano (circa
     46°) Sono gli obiettivi da battaglia, che trovano impiego in qualsiasi
     tipo di applicazione. I 50mm a focale fissa sono quasi sempre luminosi e
     di buona qualità, ed un eccellente esempio è il mio &lt;i style=""&gt;Canon 50mm f/1.8 II&lt;/i&gt;, un obiettivo economico, di non elevata
     qualità costruttiva, ma che fa fotografie di cui sono sempre soddisfatto (&lt;a href="http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/canon_50_18/index.htm"&gt;http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/canon_50_18/index.htm&lt;/a&gt;)
     .&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;70mm–300mm&lt;/b&gt;: &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Teleobiettivi&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;:
     Sono obiettivi che coprono angoli di campo ridotti (30°–8°) ed il loro
     scopo più immediato e la ripresa di oggetti lontani. Ma l’uso del
     teleobiettivo a lunghezze focali quali 135mm è molto indicato anche per il
     ritratto, perché schiacciando le prospettive tra viso e sfondo rende il
     ritratto più piacevole (al contrario di un grandangolo, che tende ad
     ingigantire gli oggetti anche di poco più vicini all’obiettivo, come un
     naso). Questi obiettivi, inoltre, si prestano bene anche nella fotografia
     di paesaggio e hanno altri grandi impieghi. In questa fascia possiedo uno
     splendido &lt;i style=""&gt;Canon 70–200mm f/4 &lt;span style="color:red"&gt;L&lt;/span&gt; USM&lt;/i&gt; che mi sta dando enormi soddisfazioni,
     soprattutto per il suo potentissimo motore ultrasonico di messa a fuoco (&lt;a href="http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/canon_70200_4/index.htm"&gt;http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/canon_70200_4/index.htm&lt;/a&gt;)
     .&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;400mm–1200mm: &lt;u&gt;Superteleobiettivi: &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Si tratta di
     costosissimi ed ingombranti obiettivi con angoli di campo ridottissimi
     (6°–1°) capaci di riprendere oggetti molto lontani. Quasi sempre si tratta
     di obiettivi a focale fissa, e non ne esistono di modelli economici. Sono
     fondamentali nella fotografia sportiva (tutti i fotografi a bordo campo
     hanno sempre un superteleobiettivo montato su monopiede) e, ancor più,
     nella fotografia naturalistica di uccelli e animali selvaggi. Uno dei
     modelli più lussuosi che la Canon produce, dotato inoltre di stabilizzatore
     ottico, è il &lt;i style=""&gt;Canon 600mm f/4 &lt;span style="color:red"&gt;L&lt;/span&gt; IS USM&lt;/i&gt; che ovviamente non possiedo e
     difficilmente possiederò, dato il prezzo di oltre 7000€. Alternativa
     povera ai teleobiettivi sono i simpatici catadiottrici russi prodotti
     dalla Zenit: tutti automatici e vetusti, senza diaframma, sono obiettivi
     che sfruttano le proprietà degli specchi, e sono notevolmente più leggeri
     e corti dei loro parenti “normali”. Ho avuto modo di provare di recente un
     mostro, lo &lt;i style=""&gt;Zenit&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;MTO 1000mm&lt;/i&gt;, e devo dire che, come
     alternativa povera, mi ha piuttosto soddisfatto (almeno fin quando non
     faccio 7000€, ovvio). &lt;i style=""&gt;&lt;/i&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Obiettivi Macro: &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Sono obiettivi in grado di rendere
     l’oggetto ripreso alla dimensione di 1:1, e sono quindi molto indicati
     nella rappresentazione di oggetti piccoli (dai francobolli agli insetti).
     Sono sempre obiettivi a lunghezza focale fissa (50mm, 100mm, 150mm, 200mm
     e variazioni sul tema), e sono costruiti in maniera tale da combattere
     tutta una serie di fenomeni ottici che si presentano in questo genere di
     foto. Attualmente non possiedo un obiettivo macro, ma tengo puntato un
     splendido &lt;i style=""&gt;Sigma 180mm f/3.5 EX APO
     Macro HSM&lt;/i&gt; che attualmente pare introvabile in tutto il mondo, e temo
     che dovrò rimediare sull’altrettanto valido 150mm della stessa casa (&lt;a href="http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/sigma_150_28/index.htm"&gt;http://www.photozone.de/8Reviews/lenses/sigma_150_28/index.htm&lt;/a&gt;)
     .&lt;i style=""&gt;&lt;/i&gt;&lt;li style="text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Obiettivi Decentrabili (o tilt–and–shift): &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Sono dei
     particolarissimi obiettivi, di solito nelle grandezze focali dei
     grandangolari, che trovano il loro impiego soprattutto nel fotografare
     edifici alti evitando le distorsioni tipiche che si hanno quando si
     fotografa oggetti slanciati. Sono, infatti, in grado di essere “smontati”
     ed assestati in maniera tale da eliminare questi difetti. Hanno anche altri
     particolari impieghi, ma sono obiettivi decisamente speciali che – pur non
     avendo prezzi proibitivi – attualmente non interessano colui che scrive.&lt;i style=""&gt;&lt;/i&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p style="text-align:justify"&gt; 

&lt;p style="text-align:justify"&gt;Bene,
per adesso è tutto. Spero possa essere servito a qualcuno; ad ogni modo sono
sempre a disposizione per qualsiasi domanda (se saprò, potrò e/o vorrò
rispondere). Ciao! &lt;i style=""&gt;&lt;/i&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=2012788359964016418&amp;page=RSS%3a+Lezioni+semiserie+di+fotografia%2f1&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=mikael19091983.spaces.live.com&amp;amp;GT1=mikael19091983"&gt;</description><comments>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!575.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!575.entry</guid><pubDate>Wed, 11 Oct 2006 18:49:30 GMT</pubDate><slash:comments>3</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://mikael19091983.spaces.live.com/blog/cns!1BEEDC5963B23F22!575/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://mikael19091983.spaces.live.com/Blog/cns!1BEEDC5963B23F22!575.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-10-12T05:53:22Z</dcterms:modified></item></channel></rss>